Smart grids e reti energetiche: ecco su quale tavolo si gioca la competività in Europa

Roberto Maria Cocomazzi   Scritto da • Roberto Maria Cocomazzi Data • 26 Novembre 2013

E’ la convinzione condivisa da analisti e operatori di mercato intervenuti al Convegno “Reti Energetiche e Innovazione” organizzato a Roma da Business International. Noi di Energicrea c’eravamo e il quadro che emerge è estremamente stimolante.

Analisti e operatori di mercato intervenuti al Convegno sono convinti che il recupero di competitività a livello europeo non possa prescindere dall’innovazione in campo energetico, puntando su soluzioni smart in grado al tempo stesso di ridurre i costi per i consumatori e per le aziende e di migliorare l’efficienza, anche in una logica di calo delle emissioni inquinanti. Molto interessanti gli interventi; tra i migliori quello di Antonello Pezzini – Consigliere del Comitato Economico e Sociale Europeo che in collegamento Skipe da Bruxelles ha ricordato che la carenza attuale di cavi elettrici ha spinto l’Europa a inserire il capitolo energetico in cima agli investimenti per i prossimi anni, con stanziamenti per 200 miliardi di euro destinati alle interconnessioni tra i Paesi membri. Le reti ipotizzate nel piano prevedono un finanziamento comunitario dei singoli progetti di sviluppo che può partire dal 50% e arrivare fino a un massimo dell’80%. E’ importante però che le Regioni si attivino presto con i bandi per affinché l’Italia non perda l’occasione per recuperare competitività e innescare un processo di finanziamenti per l’innovazione capace di compensare, almeno in parte, i tagli dei contributi di matrice statale.

Con grande sorpresa i cittadini italiani, se avessero partecipato al Convegno, scoprirebbero che l’Italia ha una posizione di leadership nei sistemi di generazione elettrica diffusa, nella diffusione di contatori intelligenti, negli elevati livelli qualitativi della trasmissione elettrica ma soprattutto nelle “smart grids” cioè le reti elettriche intelligenti che coniugano l’utilizzo di tecnologie tradizionali con soluzioni digitali innovative che rendono la gestione della rete elettrica maggiormente flessibile. E’ notizia di questi giorni che le prime smart grids italiane hanno concluso la loro fase pilota e siamo ormai tra i primi in Europa a diffonderle su larga scala. Il colosso Enel ha giocato un ruolo primario in questo sviluppo. Donata Susco di Enel Distribuzione ha fatto una panoramica delle iniziative messe in campo dal gruppo italiano dell’energia su questo fronte e sottolineato i vantaggi offerti dalle reti intelligenti, a cominciare da quelli per gli utenti finali poichè dotate di una serie di servizi a corredo (telegestione, mobilità elettrica, data hub per il dispacciamento) . In questo senso, la smart grid diventa un abilitatore della filiera energetica. Ed Enel, ha la smart grid più grande al mondo!!!

E come si inseriscono in questo contesto le fonti rinnovabili? Ce lo racconta Luigi Napoli di Assoelettrica attraverso un numero impressionante: a fine 2013 l’Italia arriverà a 26mila megawatt di potenza eolica e fotovoltaica. E non deve meravigliare visto che “chistu è o paese do sole” specie in Puglia, Calabria e Sicilia dove si concentrano i progetti più importanti. Il ruolo delle Regioni è stato oggetto di approfondimento pomeridiano dove alcuni assessori regionali nel campo dell’energia sono stati chiamati a fare il punto su evoluzione e problematiche dei territori locali. Le voci istituzionali hanno consentito poi di verificare lo stato dell’evoluzione regolamentare in campo energetico. Sia Simonetta Piezzo della Direzione Generale per l’energia nucleare, le energie rinnovabili e l’efficienza energetica per Ministero per lo Sviluppo Economico, che Cosimo Antonaci del Dipartimento per lo Sviluppo e la coesione economica, DG per la Politica regionale unitaria comunitaria per il Ministero dello Sviluppo Economico hanno inquadrato il contesto comunitario all’interno del quale sono stati messi a punto gli interventi per il sostegno delle reti intelligenti, per poi soffermarsi sulle ricadute territoriali di queste misure. Le tecnologie intelligenti non riguardano solo l’energia elettrica, ma anche il comparto del gas che sta evolvendosi anche lui verso un concetto ‘smart’ anche se il settore si trova a fare i conti con la mancanza di un elemento tecnologico di svolta come il contatore elettronico e con un sistema normativo che non aiuta lo sviluppo del comparto.

Il convegno è servito infine per fare il punto sullo stato di avanzamento dei progetti di sperimentazione di Smart Grids e Smart Technologies realizzati con i fondi del POI energia 2007/2013 – Programma Operativo Interregionale Energie Rinnovabili e Risparmio Energetico nelle Regioni Convergenza (Puglia, Sicilia, Calabria e Campania). In conclusione, la sensazione diffusa è che il processo di convergenza europeo possa offrire nuove potenzialità di sviluppo al nostro Paese, a patto di semplificare il quadro normativo di settore e di superare le rigidità che oggi ostacolono la collaborazione tra operatori, ma l’Italia ha tutte le carte in regola per primeggiare in questo settore. Bisogna però cogliere le opportunità che il finanziamento europeo mette a disposizione e trovare operatori capaci e lungimiranti in grado si trasformare queste opportunità in realtà.

Quale ruolo giocheranno gli operatori del settore carburanti è una pagina ancora tutta da scrivere. Certo le colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici è sicuramente un buon inizizio.

Noi di Energicrea siamo “sul pezzo” e non perdiamo di vista gli sviluppi. E’ per questo che tsiamo stati anche allaTriennale di Milano a seguire la conferenza sulla green electricity del Guru Jeremy Rifkin – economista e futurologo statunitense organizzata da Hello Bank! BNL Gruppo BNP Paribas. E tra qualche giorno vi sveleremo cosa vede Rifkin nel nostro futuro.

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