Rating d’Impresa

Roberto Maria Cocomazzi   Scritto da • Roberto Maria Cocomazzi Data • 3 dicembre 2018

Torniamo come a scuola trepidanti in attesa di un voto.

Abbiamo già avuto modo di parlare del Rating di Legalità e di quanto energicrea lo ritenga un valido strumento per fare la differenza al punto tale di avere collaborato al suo ottenimento da parte di tre suoi importanti Clienti. Oggi ci occupiamo di uno strumento concettualmente abbastanza simile ma ancora più potente: l’articolo 83, comma 10, del codice dei Contratti Pubblici ha, infatti, istituito presso l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), che ne cura la gestione, il sistema di Rating di Impresa ovvero, in estrema sintesi, un voto che, certificando la nostra efficacia, ci può far guadagnare punteggio nelle Gare.

La storia di questo strumento è un po’ complessa: introdotto nel 2016 e divenuto nel 2107 facoltativo in quanto giudicato troppo oneroso da gestire, viene ora riproposto alla pubblica consultazione sul sito dell’ANAC con scadenza per recepire le osservazioni per le 18:00 del 29 giugno per cui chi ritiene di avere qualcosa da dire lo faccia ora o taccia per sempre J

Il motivo per cui era passato da obbligatorio a facoltativo era che violava la regola del “Gold Plating” ovvero il divieto che uno Stato della UE introduca regole più severe di quelle volute a livello Comunitario e siamo curiosi di vedere come ora si provi a reintrodurlo senza violarla ancora, a maggior ragione perché il documento di consultazione è lo stesso del 2016 e, per dirla con Albert Einstein: “Follia è fare la stessa cosa e aspettarsi risultati diversi” 🙂

Una volta emesse le nuove Linee Guida, l’ANAC darà punti e penalità ad ogni azienda che lo richieda o che voglia partecipare ad una Gara della PA sulla base dello storico dei suoi comportamenti ovvero ai cosiddetti: “requisiti reputazionali”; quindi non solo non corrompere ma anche denunciare comportamenti non congrui (il: “tutti contro tutti” della cultura Antitrust anglosassone).

Fortunatamente verranno valutati anche il rispetto dei tempi di consegna e dei costi previsti.

Sicuramente la volontà è positiva ma se per una volta fossimo noi a dover giudicare invece che essere sempre giudicati, che voto daremmo al processo che dal 4 marzo ha portato a trovarci senza un Governo?