Repetita iuvant: Lean Six Sigma e Modelli 231 . Anche nella comunicazione, meglio rimorsi che rimpianti

Giacomo Tavoletti   Scritto da • Giacomo Tavoletti Data • 30 Gennaio 2019

Lean Six Sigma e Modelli 231. Dai media degli ultimi mesi ci arrivano conferme oggettive su due importanti argomenti assai diversi tra loro che sono da sempre cavalli di battaglia di energicrea rimasti, purtroppo, spesso inascoltati anche dai propri principali clienti.

Pur consci che “repetita iuvant sed stufant” cogliamo l’occasione per ribadire brevemente i due concetti ora che sono avvalorati da molte fonti terze.

 

  • MIGLIORAMENTO CONTINUO: come avvenne per Steve Jobs, anche per Marchionne è arrivato un unanime riconoscimento alla sua managerialità innovativa un po’ troppo postumo. Il successo di Marchionne è stato nel metodo con cui ha sempre pertinacemente perseguito il Continuous Improvement basandosi sulla sua cultura imperniata sui metodi di produzione Lean più radicali che si ispirano alla managerialità ed allo stile imprenditoriale Giapponese della telefonia prima (Motorola) e dell’Automotive dopo (Toyota). A noi che da sempre siamo inascoltati quando proviamo a proporre Lean Six Sigma anche e soprattutto nella Pubblica Amministrazione questo non può che apparire come un segnale di essere nel giusto.

 

  • MODELLI 231: da sempre energicrea ribadisce che una saggia applicazione della L.231/2001 e dei Modelli in essa previsti siano il migliore strumento per difendersi da rischi Penali anche connessi alle delicate normative in ambito ambientale. Ora a dirlo sulla stampa del settore Energia sono due rilevanti Studi Legali che si rifanno alla Linea Guida FISE-Assoambiente che ben sancisce come Modelli Organizzativi e Sistemi di Gestione Ambientale siano e debbano essere intrisicamente collegati. Ci pare una bella risposta a chi, senza calarsi nella realtà di settore, ha sostenuto in occasioni pubbliche che l’unico modo fosse ottenere e manutenere improbabili certificazioni UNI EN 14001 ed anche in questo caso ci fa piacere constatare di avere dato ai nostri Clienti ed alle Associazioni in campo il migliore consiglio possibile (anche questo, purtroppo, troppo spesso inascoltato).

 

Anche questo è: “fare l’ordinario in modo straordinario” 🙂