Il Piano Nazionale per l’Impresa 4.0

Thessa Marini   Scritto da • Thessa Marini Data • 20 luglio 2018

Da tempo si fa un gran parlare di Industria 4.0 e più di recente di Impresa 4.0 volendo fare riferimento a quella in corso che viene definita la quarta rivoluzione industriale ovvero quella che porterà a fabbriche sempre più automatizzate ed interconnesse.

Per completezza di informazione, la letteratura in materia ritiene che le rivoluzioni industriali del mondo occidentale siano state tre: nel 1784 con la nascita della macchina a vapore e di conseguenza con lo sfruttamento della potenza di acqua e vapore per meccanizzare la produzione; nel 1870 con il via alla produzione di massa attraverso l’uso sempre più diffuso dell’elettricità, l’avvento del motore a scoppio e l’aumento dell’utilizzo del petrolio come nuova fonte energetica; nel 1970 con la nascita dell’informatica, dalla quale è scaturita l’era digitale destinata ad incrementare i livelli di automazione avvalendosi di sistemi elettronici e dell’Information Technology. La data d’inizio della quarta rivoluzione industriale non è ancora stabilita, probabilmente perché è tuttora in corso e solo a posteriori sarà possibile indicarne l’atto fondante.

Le nuove tecnologie digitali avranno un impatto profondo nell’ambito di quattro direttrici di sviluppo: la prima riguarda l’utilizzo dei dati, la potenza di calcolo e la connettività, e si declina in big data, open data, Internet of Things, machine-to-machine e cloud computing per la centralizzazione delle informazioni e la loro conservazione. La seconda è quella degli analytics: una volta raccolti i dati, bisogna ricavarne valore. Oggi solo l’1% dei dati raccolti viene utilizzato dalle imprese, che potrebbero invece ottenere vantaggi a partire dal “machine learning”, dalle macchine cioè che perfezionano la loro resa “imparando” dai dati via via raccolti e analizzati.  La terza direttrice di sviluppo è l’interazione tra uomo e macchina, che coinvolge le interfacce “touch”, sempre più diffuse, e la realtà aumentata. Infine c’è tutto il settore che si occupa del passaggio dal digitale al “reale” e che comprende la manifattura additiva, la stampa 3D, la robotica, le comunicazioni, le interazioni machine-to-machine e le nuove tecnologie per immagazzinare e utilizzare l’energia in modo mirato, razionalizzando i costi e ottimizzando le prestazioni.

Ovviamente questa nuova realtà non può essere avulsa dal concetto di Economia Circolare ovvero un diverso approccio alle modalità di produzione che passa da un processo lineare che vede l’impiego di materie prime e la generazione di scarti di produzioni che vengono gettati, a un modello che si rigenera da solo, trasformando in risorsa ciò che comunemente è considerato rifiuto (per onestà intellettuale, ad energicrea, che conosce quanto sia difficile radicare in Italia i concetti anche più basici di Lean Six Sigma, quella dell’Economia Circolare sembra più che altro una bella dichiarazione di intenti).

L’idea di Impresa 4.0 arriva in Italia nel 2016, mentre in Europa se ne trovano già tracce nel 2011, ma con la Legge di Bilancio 2018 il piano ha trovato le necessarie coperture e si è passati da un bel sogno ad una interessante strategia che nel Piano trova anche direttive pratiche e concrete.

Leggiamo sul sito del MISE che il Piano prevede misure in base a tre principali linee guida, in realtà, a nostro modesto avviso, un po’ criptiche:

  • operare in una logica di neutralità tecnologica” ovvero non avere pregiudizi o preferenze sugli strumenti da impiegare
  • intervenire con azioni orizzontali e non verticali o settoriali” e quindi non privilegiare settori dando a tutti le stesse opportunità
  • agire su fattori abilitanti” ossia creare i prerequisiti perché il cambiamento possa avvenire

Fortunatamente queste linee guida si stanno declinando in azioni concrete, alcune delle quali andremo ad approfondire con altri articoli dedicati: iper ammortamenti, accesso al credito, formazione e sicurezza informatica.

Ad energicrea, che ha scelto come sua Mission: “Fare l’ordinario in modo straordinario” piace moltissimo la parola: “impresa” sia in quanto imprenditori sia per il doppio significato di azienda ma anche di opera eccezionale.