Expò 2015: oggi abbiamo fatto la spesa…nel futuro!

Thessa Marini   Scritto da • Thessa Marini Data • 9 Novembre 2015

Su Expò Milano è stato detto tanto, forse tutto. E’ per questo che Energicrea ha deciso di attenderne la chiusura per scrivere la propria personale esperienza di Expò, scegliendone una tra le molte vissute; quella che abbiamo trovato la più innovativa, trendy e brillante: il supermercato del futuro della Coop.

Una volta si andava al mercato rionale e si chiedeva al fruttivendolo da dove venissero quelle pesche così saporite (di solito dal suo orto) o con quale mix di uve era prodotto quel vinello frizzante venduto alla mescita.

Il supermercato 3.0 della Coop ad Expo 2015 ha mantenuto inalterata questa interazione ma ha utilizzato la tecnologia per rendere il consumatore più consapevole dei suoi acquisti.

Siamo nel cuore di EXPO 2015, in un padiglione laterale denominato Future Food District. Qui sorge quello che Coop ha battezzato Supermercato del Futuro. Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con il MIT Senseable City Lab di Boston, la Carlo Ratti Associati, Accenture e Avanade.

Così, per vivere l’esperienza interattiva (non più dal contadino), prendiamo un carrello rigorosamente in cartone e quindi ecosostenibile e ci dirigiamo ai primi banchi, sopra i quali campeggiano degli schermi trasparenti molto “Minority Report”.

Expò 3Abbiamo senza toccarlo, avvicinato la mano ad un invitante cespo di radicchio. Lo schermo immediatamente ci ha indicato la zona di provenienza, i dati nutrizionali per porzione, la presenza di ingredienti allergizzanti,/pesticidi, l’impatto ambientale espresso in CO2 equivalente, la storia del prodotto ed il prezzo.

Scopriamo con Expò 4stupore che la tecnologia utilizzata proviene dal gaming: per rendere queste etichette aumentate e parlanti infatti sopra ogni banco sono stati installati dei Kinect (si, proprio quello della Xbox con il nunchuck), in modo da permettere la lettura dei movimenti e da inviare a dei computer collegati l’impulso che poi viene tradotto in informazioni visive.

 

Ogni dispositivo supporta ben 6 interazioni contemporaneamente (il nostro contadino al mercato non ce l’avrebbe fatta!).

 

 

Expò 5

 

Scegliamo il nostro radicchio ed il robottino Yumi ce lo imbusta e prezza (qui ad Expò solo a scopo dimostrativo)

 

 

expò 1

 

Proseguendo, ci innamoriamo dello scaffale della pasta. Barilla ha addirittura un tavolo con un touch screen dove con un semplice tocco della mano si può scoprire l’intera filiera dalla produzione alla distribuzione e stockaggio. E anche qualche buona ricetta culinaria.

Procediamo con i nostri acquisti, ci imbattiamo con alcune idee che popoleranno il supermercato del 2050 (non proprio condivisibili) e finalmente ci dirigiamo alle casse dove troviamo una grande DataViz, una parete video di 17 x 5 metri che in tempo reale fornisce i dati relativi al punto vendita, come il numero dei visitatori, con quali prodotti interagiscono maggiormente e la top ten degli articoli più venduti.

Expò 2

Alle casse ci aspettavamo di essere stupiti da qualche sistema spaziale di pagamento.

Invece sono self e assolutamente simili a quelle che conosciamo 🙁

Paghiamo e uscendo, Coop ci saluta con un messaggio:

“Ciò che avete visto sono alcuni esperimenti sulle nostre possibili interazioni con i prodotti. Forse alcuni vi sono piaciuti, altri no. Siete liberi di esprimervi.”

E così…. noi ci esprimiamo:

1- L’esperienza è certamente singolare, rispetta in pieno i valori di trasparenza e genuinità cari alla Coop ed è solo un assaggio di ciò che ci aspetta in un non così lontano futuro ma, perché la tecnologia non sia fine a sé stessa, crediamo necessario mettersi ancora di più “nei panni del consumatore”.

Queste tecnologie ci aiutano a fare la spesa ma non rispondono, almeno non del tutto, ad alcuni nostri personali bisogni: ad esempio, ho il tempo per approfondire la provenienza o la composizione organolettica del prodotto mentre faccio la spesa con i bambini o sto rientrando dal lavoro ed è quasi ora di cena?

2- Quale vantaggio posso ottenere da un supermercato così strutturato? Quale integrazione a monte o a valle manca? Ad esempio se avessi una casa intelligente grazie alla domotica che autocompila la lista della spesa quando qualcosa sta per finire e la Coop mi facesse trovare un’offerta proprio su quel prodotto della mia lista, beh allora sì ne avrei un reale vantaggio e la tecnologia sarebbe veramente messa al servizio della persona…

3- Può il concept Coop competere ad armi pari ad esempio con il format Amazon Fresh che introdurrà le consegne di prodotti alimentari porta a porta entro un’ora dall’ordine?

Fatte queste considerazioni, il prototipo Coop è assolutamente monumentale e smart e merita tutto il nostro apprezzamento.

L’esperienza del supermercato del futuro però non termina qui. All’uscita ci troviamo nella “Piazza”.

Per saperne di più, non perdere il nostro prossimo post!