E la tua azienda, cosa sta facendo per i “Millenians”?

Giacomo Tavoletti   Scritto da • Giacomo Tavoletti Data • 17 Novembre 2015

Hanno tra i 18 e i 34 anni, sono “always on” (sempre connessi), parlano per immagini e non con parole, l’ultimo smartphone o meglio un phablet sul mercato è sempre nelle loro mani ma non per telefonare, viaggiano sempre con il web in tasca…

Sono i “Millenians”, la Generazione “Y”, nata tra il 1980 e il 2000.

In Italia, ce lo dice una ricerca Nielsen per Yahoo!, il 74% di loro (8,3 milioni su 11,2 milioni) è sempre connesso e lo è quasi sempre da mobile. I Millenians sanno cosa vogliono, sanno dove cercarlo e soprattutto, quando lo trovano, lo comprano. Con un click. Perchè navigano senza difficoltà tra siti web, app e social. E se devono comprare in un negozio fisico, ci arrivano grazie a Google Map!

Guardano soprattutto video, YouTube il più gettonato. Al punto che per raggiungerli, le aziende non investono più nella comunicazione sui media tradizionali (tra l’altro costosa e dispersiva), ma si affidano ad un contenuto web di solito in serie, meglio se fatto con autoironia e humour, da offrire insieme alle canzoni delle loro popstar.

I Millenians parlano con emoticons e giff animate 🙂 , vogliono essere coinvolti in maniera orizzontale – peer to peer come dicono i social marketers – sono molto esigenti e e premiano i contenuti che li fanno sentire ascoltati. E se non sono soddisfatti….lo dicono ai loro amici. Che non sono pochi. Sono…l’intero Web!!!

Questa generazione è una generazione con la sindrome di Peter Pan: la metà vive ancora in casa di mamma e papà solo per assicurarsi una più elevata qualità della vita perchè sono stati cresciuti da genitori che li hanno sempre fatti sentire speciali; in un contesto dove non ci sono vincitori e perdenti ma tutti vincono; e sono abituati a sentire solo una risposta: “sì”.

E allora, come possono le aziende dal “business as usual” fronteggiare questi nuovi clienti?

Prendiamo spunto da un interessante articolo della Harvard Business Review che ci dice che per comunicare con la nuova generazione non sarà facile, veloce ed economico.

Sarà necessario muoversi su 3 direttrici:

  1. flessibilità e apertura di pensiero: ad esempio, i Millenians sono grandissimi viaggiatori grazie al mercato low cost ma quando soggiornano in un posto, non cercano il comfort ma….l’hotspot. Il wifi in un hotel è più importante di un letto king size!
  2. ripensamento dei processi: lanciare una campagna promozionale della durata di un anno, non fidelizzerà mai i Millenians i quali vogliono vivere una esperienza unica ma…adesso!
  3. una nuova ed avanzata struttura tecnologica: i clienti vanno raggiunti dove sono ci dice l’esperienza. E i Millenians sono…sul Web. Presidiare i social, costruire “conversazioni” alla pari, adeguare i propri negozi alle loro aspettative sono solo il primo (e timido) passo per approcciarli. Il cambiamento più radicale per raggiungere i Millenians investirà soprattutto il retail, dove il modello vincente sarà quello che si può definire “digical”, ossia la combinazione di esperienze di acquisto offerte dal mondo digitale (click) e mondo fisico (brick). Un ambiente retail creato su misura per il Millennial e per il suo nuovo approccio al consumo, senza limiti spaziali e temporali e con molta tecnologia dentro.

Quale sarà allora il futuro della Produzione e del Marketing Aziendale?

Possiamo dire che le 4P (Prodotto, Prezzo, Pubblicità e Placement/Distribuzione) di Kotler sono state sostituite dalle 4C:

  • Contenuto: il prodotto si venderà solo in funzione dell’empatia, ovvero del desiderio di condivisione che suscita e della possibilità di co-creazione che offre al consumatore lungo tutto il processo di produzione (oltre il 40% dei Millenians vuole partecipare alla co-generazione dei prodotti dell’azienda) e di uno storytelling affascinante e coinvolgente.
  • Convenienza: potendo confrontare in rete i prezzi in tempo reale, senza limiti di spazio o di canale di distribuzione, i margini gonfiati vengono facilmente smascherati. Il prezzo deve essere trasparente e onesto.
  • Community: il prodotto, o meglio il brand, dovrà essere supportato da una narrazione e una esperienza stimolante.Una strategia di comunicazione pensata per i Millennials deve tenere ben presente che oggi il potere di influenzare gli acquisti è della Community. I bloggers decretano oggi in rete il successo o l’insuccesso di un prodotto, a patto di essere percepiti super partes rispetto agli interessi delle corporations, per lo più contestate e sfiduciate da questa generazione.
  • Cura dell’ambiente: i Millenians sono molto attenti alla cura dell’ambiente e sono disposti a pagare di più il brand che supporta una causa che a loro sta a cuore!

Ecco. Questi sono i Millenians. Questo è il consumatore 3.0 che ci aspetta alle porte.

In un nostro recente blog “L’azienda di padre in figlio“, abbiamo parlato del difficile passaggio generazionale nelle piccole e medie aziende italiane. I nuovi giovani imprenditori italiani di seconda o terza generazione dovrebbero essere pronti, almeno per affinità anagrafica, a cogliere queste sfide. Ma tu?

La tua azienda, cosa sta facendo per i Millenians?