Conoscere per governare….in armonia con Lean Six Sigma

Thessa Marini   Scritto da • Thessa Marini Data • 27 Novembre 2019

Questo blog è stato iniziato molte volte ma mai pubblicato per una sorta di timidezza legata al fatto di occuparci di cose molto più grandi di energicrea come il Lean Six Sigma applicato al Governo; ora non riusciamo più a frenarci per un moto di reazione ad una tipicità tutta italiana (volutamente minuscolo) di perderci nell’ultimo metro anche quando facciamo bene le cose.

Uno dei problemi dell’Italia, che se viene considerato come concausa di altri problemi diventa “IL” problema, è la spesa pubblica; tutti i Governi fanno un gran parlare di spending review ma nessuno ci dice come intende farla. Noi abbiamo un’idea che, nella sua banalità, almeno è di relativamente facile implementazione: USARE LEAN SIX SIGMA che, come diciamo ovunque in questo sito, unisce il metodo Lean di eliminazione degli sprechi al rigore matematico di SIX SIGMA nell’identificare le cause di inefficienza.

Guarda qui il nostro tutorial

Stiamo quindi parlando di controllo di numeri e della necessità di una enorme quantità di dati e di fronte a ciò scatta la paralisi per analisi ma è proprio questo l’errore che un po’ ci indigna, in quanto i dati ci sono e ci sono anche le risorse per analizzarli. Infatti, il legislatore da sempre ha intuito il bisogno che la Pubblica Amministrazione dovesse produrre numeri processabili e manca solo la volontà o la capacità di farlo.

Si è partiti addirittura nel 1978 quando con l’Art. 25 della Legge n° 468 si prevedeva che i Bilanci della PA dovessero essere: “normalizzati” e quindi analizzabili e confrontabili; sulla stessa necessità di armonizzazione della finanza pubblica si è intervenuti addirittura con Norme Costituzionali sia nel 2001 che nel 2012; in sintesi, ora tutte le parti dello Stato dal più piccolo ente alla più rilevante Regione hanno regole contabili uniformi, lo stesso piano dei conti integrato e schemi di bilancio comuni (per chi volesse approfondire la materia, il D. Lgs. 23 giugno 2011, n. 118 è chiaro ed esaustivo ed il Decreto stesso cita che il fine è: “consentire il consolidamento e il monitoraggio” dei valori).

Ora che i dati ci sono, dato che – paradossalmente – ci si è ispirati al concetto di Contabilità Analitica, proprio non si capisce perchè questi dati non vengano analizzati, anche alla luce dei progressi fatti in  tema di Big Data e Intelligenza Artificiale.

In pratica, ora che ogni singola parte dello Stato pubblica un Conto Economico ed uno Stato Patrimoniale (come da sempre fa anche la più minuscola Srl) basta creare serie di dati per ciascun valore per poterli confrontare; ad esempio, ogni Comune o ogni ASL che avvia valori distanti dalla media più di due volte il valore della varianza (2 SIGMA) della singola serie dovrà fare un programma di riallineamento o giustificare tale scostamento.

Concludiamo con alcune banali osservazioni:

  • vanno considerati anche gli scostamenti virtuosi in quanto possono essere fonti di ispirazione
  • le serie vanno prodotte sia in valore assoluto che unitario ovvero, ad esempio, dividendo i dati totali di un Comune per il numero di persone che vi hanno domicilio
  • il confronto va esteso al settore privato in quanto non si capisce perché un Ente Pubblico debba spendere di più di una Società Privata, ad esempio, per spese di trasferta, energia elettrica o manutenzione